L’obiettivo dei detersivi minimalisti è ridurre enormemente la quantità di diversi prodotti, scegliendo prodotti multifunzione e puntando ad autoprodurli e, laddove non sia possibile, a comprarli con poco imballaggio, oppure sfusi e a basso impatto ambientale.

Una premessa

Un approccio minimalista alla cura della casa prevede anche una rieducazione alla nostra sensibilità. Se vogliamo ottenere il pulito perfetto, con poca fatica e in tempi rapidi sarà davvero difficile pesare meno sull’ambiente, poiché alte performance spesso sono associate a prodotti dall’alto impatto ambientale.

Una rieducazione alla sensibilità passa per l’accettazione dell’entropia: in breve tempo dopo aver pulito a fondo e con la massima perfezione possibile… la casa torna sporca. Abbiamo quindi consumato tempo, denaro e inquinamento per usare i prodotti più performanti possibile e ottenere un pulito immacolato e fondamentalmente irreale e poco duraturo.

Non vi sto dicendo di smettere di pulire, ma di razionalizzare le pulizie e accettare l’imperfezione.

Minore quantità di detersivi

Come insegna Marie Kondo, quando vogliamo ridurre la quantità di un bene posseduto, dobbiamo radunare tutti gli oggetti che rientrano in quella categoria e capire di cosa abbiamo davvero bisogno.

Quanti detergenti per la cura della casa avete trovato?

A mio avviso questi sono i detersivi di cui abbiamo bisogno. Non molti di più, forse anche di meno:

Per tutto il resto basta: bicarbonato, percarbonato, acido citrico e sapone di Marsiglia.

Detersivo lavatrice:

Come detersivo lavatrice suggerisco l’acquisto di prodotti sfusi o con imballo minimo.

Attenzione al detersivo sfuso, che può essere ecologico solo perché vi risparmiate il flacone, mentre l’impatto sulle acque può essere pesante.

Esistono anche dei detersivi in pastiglie o in polvere.

Everdrop mi ha mandato da provare i loro detersivi in polvere per la lavatrice, in imballo smaltibile nella carta. Non avevo mai usato il detersivo in polvere prima di Everdrop: si scioglie perfettamente e la formulazione è migliorata nel tempo. C’è ancora solo da sostituire la zeolite, un sequestrante che serve a limitare i precipitati di calcare (tanto più l’acqua è dura). Avviso che la profumazione è di sintesi e per me, abituata all’assenza di profumazione, è molto forte.

Everdrop vende tre varianti. L’obiettivo sarebbe trovare un unico detersivo che vi può servire per tutto. Io personalmente sconsiglio l’utilizzo di detersivo per capi colorati, che trovo superfluo, mentre il detersivo per capi delicati, a ph neutro, può essere utile per evitare di infeltrire la lana. Se non utilizzate lana, potete utilizzare anche soltanto il detersivo universale.

Ecco gli ingredienti che contiene Everdrop detersivo lavatrice universale per acqua dura:

Sodium Carbonate, Sodium Carbonate Peroxide, Sodium Silicate, Sodium Citrate, Sodium Bicarbonate, Sodium C12-18 Alkyl Sulfate, Taed, Laureth-7, Tetrasodium Iminodisuccinate, Zeolithe, Sodium of Polyaspartic Acid, Cellulose Gum, Sodium Palmate, Subtilisin, Lipase, alpha-Amylase, Parfum

Sconsiglio l’autoproduzione di detersivo per la lavatrice con sapone tipo Marsiglia o affini, perché – molto più di altri tensioattivi – creano precipitati di calcare, impastandolo a oli non saponificati e a sporco. Nel medio periodo i tessuti ingrigiscono e potrebbero anche maleodorare di rancido.

Sconsiglio anche l’uso di detersivi in fogli, perché il supporto è in PVA e ci sono diversi studi* che dimostrano come questa plastica idrosolubile non scompaia, ma si sciolga in sostanze tossiche per l’ambiente.

Detersivo lavastoviglie

Come per la lavatrice un’idea potrebbe essere un prodotto sfuso davvero ecologico, altrimenti sono molto interessanti le pastiglie prive di involucro che propone Everdrop.

Vengono vendute in un sacchetto di carta e sono prive di rivestimento, che in genere è in PVA e causa gli stessi problemi dei foglietti di cui ho appena scritto. Trovo la formulazione ottima, tranne le solite profumazioni di sintesi che personalmente non gradisco.

Ecco gli ingredienti che contengono le pastiglie lavastoviglie

Sodium Citrate, Sodium Carbonate, Sodium Carbonate Peroxide, Trisodium Dicarboxymethyl Alaninate, Microcrystalline Cellulose, Tetraacetyl Ethylene Diamine (TAED), Tetrasodium Iminodisuccinate, Sodium Disilicate, Bentonite, Sodium Sulfate, Sodium Silicate, Sorbitol, Sodium Gluconate, Ceteareth-25, C10 and C12 alkyl glycosides, D-pentose oligomeric C5 alkyl glycosides, Subtilisin, perfume, Alfa-amylase

I detersivi minimalisti comprendono materie prime multiuso

bicarbonato

bicarbonato

È una sostanza abrasiva e basica.

Che cosa non è: disinfettante / anticalcare / ammorbidente.

COME SI USA: puro o in crema/pasta assorbe gli odori, l’unto ed è abrasivo. Per pulire i sanitari e il lavello, per pulire l’interno delle borracce.

COME NON SI USA: diluito in acqua; miscelato con l’aceto; come dentifricio; puro come deodorante.

percarbonato

È sbiancante e igienizzante (al posto della varechina).

Funziona solo ed esclusivamente sopra i 50 gradi, sotto è inutile usarlo (a meno che non contenga TAED, un attivatore).

COME SI USA:

  • In lavatrice: un cucchiaio nella vaschetta del detersivo (il detersivo nella pallina dosatrice)
  • Per smacchiare: un cucchiaio colmo per 2 litri d’acqua bollente. Lasciare schiumare in ammollo e sciacquare. Sia per tessuti resistenti (anche colorati) che per materiali macchiati.

COME NON SI USA: non igienizza superfici, sanitari o i pavimenti.

acido citrico

acido citrico

È una sostanza acida.

COME SI USA: 100 g acido citrico in 400 g acqua (possibilmente demineralizzata).

A COSA SERVE?

  • ammorbidente (40ml nella vaschetta apposita della lavatrice)
  • brillantante (si riempie l’apposito spazio)
  • anticalcare (da spruzzare sulle incrostazioni, lasciare agire un minuto e poi sciacquare)
sapone di Marsiglia

sapone tipo Marsiglia

COME SI USA:

  • per lavare i piatti a mano
  • per pretrattare le macchie
  • per lavare i capi a mano
  • per lavare i pavimenti

COME NON SI USA: per lavare la lana; come detersivo per lavatrice o lavastoviglie.

Minori dosi di detersivi

Ogni prodotto che usiamo per la casa ha un impatto ambientale. Non solo puntare quindi ai detersivi minimalisti in tipologia, ma anche in quantità di dosi utilizzate.

Suggerisco di leggere sempre le etichette dei detersivi, che indicano le quantità da utilizzare. Iniziate con la dose minore consigliata e possibilmente riducetela ulteriormente, finché i risultati non sono ancora soddisfacenti.

Una cosa interessante del detersivo per lavatrice Everdrop è che ha tre diverse formulazioni, adattate alla durezza della propria acqua: scegliendo la formulazione corretta si può ridurre la quantità di prodotto da utilizzare.

E se lo voglio acquistare ecologico?

Per il Regolamento (CE) n. 648/2004 relativo ai detergenti sull’etichetta di un detersivo non trovate molte info sulla sua composizione. Dovete individuare sul sito del produttore la scheda tecnica o la scheda di sicurezza. Lì si trova la lista di ingredienti al completo. Vi preannuncio che non è facile da trovare.

Un detersivo non è sicuramente ecologico se contiene “plastica liquida”: Styrene / Acrylates Copolymer e ingredienti simili, riconoscibili per la presenza della parola acrylate e/o copolymer. Sono sostanze che finiscono nelle acque e non si biodegradano in alcun modo.

“Ma c’è scritto “biodegradabile” sull’etichetta!”

Attenzione ai “green claim” che vantano questa caratteristica che è così per legge.

Il Regolamento (CE) n. 648/2004 stabilisce infatti che a non inquinare deve essere solo la sostanza lavante e basta, che è la componente maggioritaria di un detersivo. Tutti i tensioattivi in un detersivo commercializzato in Ue devono essere biodegradabili al 60% in 28 giorni. Se un detersivo non possiede questa caratteristica non può essere commercializzato in Unione Europea.

Per ulteriori informazioni potete consultare il mio ultimo libro “Pulizie Creative”, Altreconomia (2021).

PER TRASPARENZA: La scrittura di questo articolo è stata finanziata da Everdrop. Se volete provare i loro prodotti avete il 10% di sconto (non affiliato) con il mio codice AUTOPRODUCO10. Codice attivo fino a al 31 marzo 2022.

* Degradation of Polyvinyl Alcohol in US Wastewater Treatment Plants and Subsequent Nationwide Emission Estimate (2021)

Detersivi minimalisti

4 Commenti

  1. Buongiorno Elisa, ho letto con interesse l’articolo, ma alcune cose non sono corrette, soprattutto sull’uso del bicarbonato e sul fatto che sia possibile autoprodurre un detersivo piatti.
    Da anni seguo il lavoro di Fabrizio Zago e di mammachimica, e trovo che per fare divulgazione si debba partire dalla scienza. Sui loro siti trova le spiegazioni scientifiche di quanto dico.

    • Buongiorno Donag.
      Mi occupo dal 2007 di divulgazione di tematiche ambientali a partire dalla scienza. Non mi permetterei mai di scrivere cose che non sono basate su dei dati oggettivi.
      Mi diresti per favore che cosa avrei scritto di sbagliato sul bicarbonato?
      Sulla questione detersivo per piatti non capisco la tua osservazione. Io me lo autoproduco da almeno 10 anni, con risultati paragonabili ad un detersivo comprato (anzi, se poco concentrati quelli comprati funzionano peggio). Trovi una ricetta su questo stesso sito. Adesso ho anche ideato una ricetta per detergente piatti solido, che è ancora più performante. Quindi aspetto spiegazioni sul perché non sarebbe autoproducibile.
      In attesa, Elisa

      PS: Chi consiglia l’uso del bicarbonato comprato al supermercato come dentifricio evidentemente non si è mai confrontato con degli igienisti dentali, né tantomeno con dei dentisti. Il bicarbonato puro sotto l’ascella non lo consiglierei mai: il bicarbonato è estremamente assorbente e su pelli sensibili può creare delle forti irritazioni, che passano solo dopo diversi giorni di sofferenza. Inoltre, il bicarbonato ha un pH assolutamente non adatto ad essere utilizzato sotto l’ascella (che preferirebbe un pH piuttosto acido).

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