Inizia ad occhieggiare ai lati delle strade proprio alla fine di febbraio, oppure all’inizio di marzo. La riconosci per il colore verde intenso, brillante, grazie all’alto contenuto di clorofilla che possiede ortica, una delle mie piante preferite di primavera.

Ho un luogo segreto, poco lontano da casa, dove vado spesso all’inizio di marzo, per raccogliere le cime di ortica in mezzo ad artemisia ancora in germoglio, silene alba e ginestra dei carbonai. Pianta guerriera, ti insegna come mantenere solidi confini rimanendo al tempo stesso nutriente e generosə.

Una pianta di ortica selvatica

Proprietà

Ortica possiede molte proprietà benefiche, oltre ad essere un’ottima pianta da utilizzare in cucina, sia per le sue caratteristiche nutritive sia per il suo sapore, davvero gustoso (io la adoro, letteralmente).

La sua prima azione è quella sul sangue: ricchissima di clorofilla, riesce a rigenerare il sangue grazie alla composizione della clorofilla stessa, che è molto simile alla composizione chimica dell’emoglobina. È molto utile per aiutare il nostro organismo ad assimilare il ferro, perché stimola la produzione di ferritina, un particolare enzima che serve proprio ad assorbire il ferro. Va benissimo quindi in caso di anemia, ma anche per chi soffre il cambio di stagione, o per chi si sente affaticato, debole, stanco. Ha inoltre proprietà anti-reumatiche perché è una pianta diuretica, ed aiuta l’eliminazione dell’acido urico. Il succo fresco di ortica è efficace contro asma, rinite allergica e altre manifestazioni legate alle allergie stagionali.

Una pianta di ortica selvatica

Attività sensibile

Ortica è una pianta guardiana, e molto può dirti sui confini, sia quelli personali sia quelli legati al concetto di soglia. In molte tradizioni questa pianta era collegata alla soglia, a partire dagli indumenti, realizzati con la sua fibra, che accompagnavano i defunti nel loro viaggio verso l’aldilà, così come da ritrovamenti risalenti all’Età del Bronzo (fonte: https://thepracticalherbalist.com/advanced-herbalism/nettle-myth-and-magic/).

Personalmente, associo il messaggio di ortica a quello legato ai sani confini: proprio come il simbolismo legato alla figura dell’Imperatore negli Arcani Maggiori, ortica suggerisce l’importanza di mantenere confini sani.

La sua capacità urticante, dovuta a piccoli aghi portati sulle foglie, che liberano acido formico al momento del tocco, ci trasmette immediatamente la sua presenza in maniera risoluta. Allo stesso tempo, ortica è pianta molto nutriente, ricca, e migliora il terreno in cui cresce, rendendolo fertile. Possiamo imparare da lei, quindi, che solo una volta che siamo in grado di mantenere i nostri confini e di non farci sovrastare dai bisogni degli altri possiamo essere davvero di aiuto, davvero noi stessə.

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Cecilia Lattari è educatrice, erborista e si occupa di teatro e pedagogia. È laureata in Tecniche Erboristiche presso l’Università degli studi di Bologna ed è educatrice professionale socio-pedagogica. Si è diplomata come attrice di prosa alla Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone. Attualmente è iscritta al master in Pedagogia e Teatro all’Università degli studi di Bologna. In ambito educativo e sociale porta avanti progetti volti a persone disabili o in varie condizioni di fragilità per sviluppare autonomia e sicurezza attraverso la relazione di aiuto e la pratica artistica, e tiene corsi, laboratori ed esperienze volte a far ritrovare alle persone il contatto con il mondo naturale. Ha pubblicato il libro Erbette di Appennino con la casa editrice Editoriale Programma.

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