Accanto alla porta di casa fiorisce ogni maggio il lillà, ovvero la Syringa vulgaris, o Serenella. Leggende antiche narrano che sia uno dei fiori preferiti delle fate, e che quindi protegga dal male il giardino in cui è piantato. Spesso mi perdo nelle sue pannocchie perfette, da cui deriva il suo nome: syringa significa tubo, con riferimento al portamento tubulare dei fiori. Il linguaggio vittoriano dei fiori associa il lillà al primo amore, alla freschezza di quello che si sente quando ci si innamora, proprio come mi accade ogni primavera quando trovo i suoi fiori ad aspettarmi fuori dalla porta di casa.

Fiori e foglie di lillà

Proprietà del lillà

Dalle gemme della pianta si ricava un gemmoderivato molto utile per la funzione cardiaca: le gemme agiscono a livello delle coronarie, di cui combattono spasmo e aterosclerosi. Hanno funzione vasodilatatrice e migliorano le condizioni del cuore. Dalle foglie, ricche di vitamina C, si faceva un decotto utile contro la febbre ed i dolori: questo utilizzo è caduto in disuso.

I fiori di lillà, bellissimi e profumati, possono venire utilizzati anche in preparazioni casalinghe. Il profumo viene estratto mediante la tecnica dell’enfleurage, una lavorazione molto lunga e delicata che permette di estrarre il profumo inebriante della pianta e di farne profumo.

Gli stessi fiori possono essere utilizzati per preparare un macerato oleoso, o oleolito di lillà, utile per reumatismi e dell’affetto antalgico (serve in caso di dolori). In Russia viene preparato il macerato oleoso dai fiori freschi di Syringa vulgaris facendoli macerare per 15 giorni in un vaso di vetro, riempito di olio di oliva ed esposto al sole. L’indicazione è quella di massaggiare le articolazioni doloranti con questo olio per due volte al giorno.

La preparazione dell'oleolito di lillà

Anche io sto preparando oleolito di lillà, ti spiego come.

Preparazione dell’oleolito di lillà

1 Raccogli qualche pannocchia di fiori di lillà, preferendo quelle che hanno ancora qualche fiore in boccio. Mettile ad asciugare su carta assorbente per qualche ora. Intanto, preparati un tè e metti uno o due fiori di lillà nella tazza, per entrare in contatto con il messaggio e l’energia della pianta.

2 Prendi un barattolo di vetro capiente, riempilo di fiori di lillà e copri tutto con olio di girasole spremuto a freddo. Io utilizzo questo olio per tutti i miei oleoliti, eccetto quello di iperico per cui utilizzo olio di oliva come da ricetta tradizionale. Mi piace l’olio di girasole spremuto a freddo perché non ha profumazione, irrancidisce raramente ed ha un buon rapporto qualità-prezzo. Acquista quello biologico, se puoi.

3 Appoggia il barattolo, con il tappo non avvitato, in una pentola contenente acqua. Metti quindi la pentola su un fuoco lento: io ho utilizzato la mia cucina a legna ma va bene anche il fornello, basta tenerlo non troppo alto. Controlla che l’acqua sia allo stesso livello dell’olio nel barattolo.

4 Lascia sobbollire per due ore, facendo attenzione che l’acqua nella pentola non evapori troppo: se dovesse succedere aggiungi via via acqua calda per mantenere lo stesso livello di acqua nella pentola.

5 Passate le due ore, togli la pentola dal fuoco e lascia in immersione il barattolo finché l’acqua non si fredda. A questo punto filtra l’olio in una bottiglia di vetro scuro ed etichettala.

SPECIAL TIPS: per mantenere la fragranza del profumo di lillà puoi unire al preparato un pizzico di resina di storace, Liquidambar orientalis (grazie a Mattia Scavuzzo per questa informazione preziosa) oppure polvere di giaggiolo, sempre un pizzico. Sia la resina di storace che la polvere di giaggiolo si trovano in erboristerie fornite oppure online.

Utilizzo dell’oleolito di lillà

Utilizza oleolito di lillà per dolori reumatici, rigidità e per dolori agli arti inferiori. Puoi usarlo a livello sottile nella zona del cuore, con massaggi circolari, per rinnovare il sentimento di amore verso te stessə e come protezione magica.

Fiori di lillà
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Cecilia Lattari è educatrice, erborista e si occupa di teatro e pedagogia. È laureata in Tecniche Erboristiche presso l’Università degli studi di Bologna ed è educatrice professionale socio-pedagogica. Si è diplomata come attrice di prosa alla Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone. Attualmente è iscritta al master in Pedagogia e Teatro all’Università degli studi di Bologna. In ambito educativo e sociale porta avanti progetti volti a persone disabili o in varie condizioni di fragilità per sviluppare autonomia e sicurezza attraverso la relazione di aiuto e la pratica artistica, e tiene corsi, laboratori ed esperienze volte a far ritrovare alle persone il contatto con il mondo naturale. Ha pubblicato il libro Erbette di Appennino con la casa editrice Editoriale Programma.

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