L’idea di questo articolo nasce dal raggiungimento di 9000 follower su Facebook. Ci hanno chiesto, per festeggiare, un approfondimento su Sfusitalia, la mappa dei negozi dello sfuso in Italia.

Ne avevo sentito parlare appena prima della pubblicazione del mio ultimo libro, scritto con Chiara Spadaro, Plastica Addio (Altreconomia edizioni). All’ultimo sono riuscita ad inserire questo presiosissimo strumento per coloro che volessero cominciare a cambiare stile di vita e passare ad uno “zero waste”, cioè producendo meno rifiuti.

Che cos’è Sfusitalia

Sfusitalia è un sito con un’ampia raccolta (ad oggi sono circa 400) di realtà su tutto il territorio italiano che offrono prodotti sfusi (soprattutto alimentari, cosmetici e prodotti per la casa). Non solo vere e proprie “sfuserie”, negozi dello sfuso, ma anche farmacie, vivai, perfino edicole che offrono alcuni prodotti senza imballo.

Chi c’è dietro Sfusitalia

Ho inserito, con felicità, il link a Sfusitalia nel libro Plastica Addio appena prima di andare in pubblicazione, ma è solo grazie a Giuseppe, un lettore della nostra pagina Facebook, che ho avuto lo stimolo a conoscere chi ha ideato questa raccolta di negozi dello sfuso.

Con mio grande stupore dietro tutto questo lavoro c’era solo lei, Ottavia. E principalmente da sola lo porta avanti, ancora a titolo completamente volontario.

Ritratto di Ottavia Belli
Ottavia Belli, fondatrice del progetto Sfusitalia.

È così che ho potuto incontrare, almeno per telefono, Ottavia Belli. È così che ho scoperto che abbiamo lo stesso approccio all’impatto ambientale sulla terra. Una grande passione, tanta cura e attenzione, ma senza impazzire e senza tacciare chi non ce la fa di pigrizia e scarsa volontà.

“Una poesia -ci tiene a sottolineare Ottavia- esprime bene ciò che mi fa andare avanti quando sono sommersa dal lavoro per Sfusitalia. Ed è anche ciò che vorrei comunicare alle persone: l’impegno di ogni singolo conta, non è vano“.

“Io sono soltanto uno.
Ma comunque sono uno.
Non posso fare tutto, ma comunque posso fare qualcosa,
e il fatto che non posso fare tutto non mi fermerà dal fare quel poco che posso fare”.

Edward Everett Hale

La nascita di Sfusitalia

Sfusitalia nasce da un’esigenza personale. “Un giorno -racconta Ottavia- mi è capitato di vedere un documentario sulla plastica che mi ha molto colpita: ho cominciato a vederla ovunque. Io sono della generazione di fine ‘900, nata nell’era dei supermercati. Per me era normale così, non c’era un altro mondo possibile. Eppure i miei genitori e sicuramente i miei nonni si ricordano di quando il mondo era diverso e i packaging non erano ancora così diffusi, ma erano costituiti perlopiù da carta e vetro a rendere“.

Da quel giorno ha cominciato a trovare soluzioni per acquistare meno plastica, ma nel ridurre la plastica usa-e-getta ci si ritrova anche a ridurre l’acquisto di tutti gli imballaggi di altri materiali più facilmente riciclabili, come carta, vetro, alluminio e banda stagnata.

Ha così cominciato ad andare alla ricerca, a Roma, di prodotti biologici, ecologici e a km 0 senza imballo. “Mi sono creata la mia mappa di negozi dello sfuso ad uso personale. Poi mi sono detta ‘ma perché non posso estenderla a tutta Italia ed essere così utile ad altre persone?’. È così che è nata l’idea di Sfusitalia”.

Lo sfuso contro la sovrapproduzione di rifiuti

Lo sfuso non è necessariamente ecologico di per sé. Dipende da come è organizzato, da che prodotti propone e quanta motivazione c’è dietro, se è solo per cavalcare la nuova moda dello Zero Waste, o se -come per Ottavia- c’è una forte spinta interiore. Sicuro però aiuta a ridurre la mole di rifiuti che produciamo nella nostra vita quotidiana.

L’obiettivo di Sfusitalia è infatti diffondere la cultura della riduzione dei rifiuti, compreso lo spreco alimentare: “se posso acquistare solo quei 100g di farina che mi serve per preparare quella torta speciale -spiega Ottavia-, perché devo comprarmene un chilo, che poi rischio di buttare con le farfalline qualche mese dopo?”.

C’è una specie di ondata di isteria collettiva contro la plastica, ma il problema è molto più grande -sottolinea Ottavia- e coinvolge tutti i rifiuti che noi produciamo, che causano enormi problemi di smaltimento non ancora risolti. Problemi che noi spesso non vediamo, soddisfatti di fare già la nostra parte con la raccolta differenziata”. Quest’ultima è infatti solo una soluzione parziale. Ad esempio la plastica che riesce ad essere differenziata in Europa viene effettivamente riciclata solo al 30%.

Dobbiamo impegnarci seriamente nel ridurre tutti i nostri rifiuti. E coi negozi dello sfuso che si stanno diffondendo in tutta Italia sarà sempre più facile.

Il futuro di Sfusitalia

Quando si è messa a creare il progetto Sfusitalia (a fine 2018), Ottavia si era appena laureata, un po’ più tardi rispetto ai coetanei, perché ha prima voluto vivere all’estero, in Australia e Nuova Zelanda. In attesa di cominciare il master in politiche ambientali e sviluppo s’è messa all’opera. E adesso che ricomincerà a studiare, avrà bisogno di una mano di più persone, perché la mole di lavoro dietro Sfusitalia è notevole. “Ogni 3/6 mesi circa -spiega Ottavia- contatto tutte le realtà presenti, per sapere se ci sono stati cambiamenti”. Le persone possono sempre inserire dei nuovi negozi dello sfuso alla tab “aggiungi un negozio“. Suggerimenti che poi vanno controllati e monitorati.

La storia di Ottavia mi ricorda molto la mia, con l’autoproduzione. Ho iniziato un percorso individuale, avevo la sua stessa età, anche io a Roma. Un percorso che ho poi cercato di diffondere a livello nazionale, grazie alla pubblicazione di numerosi libri. Non mi aspettavo così tanta affinità con Ottavia, ed è stata una scoperta quasi commovente. Abbiamo bisogno di incrociare nella nostra vita persone simili, con le quali scambiare energia positiva, per continuare a proporre dei nuovi stili di vita, alternativi a ciò che il nostro sistema economico preponderante continua a diffondere.

Per approfondire:
sito internet: Sfusitalia
pagina Facebook: Sfusitalia
pagina Instagram: Sfusitalia

2 Commenti

  1. Salve sto per aprire un e commerce di alimenti biologici . Volevo sapere come poter collaborare con voi .
    Grazie
    Sabrina

    • Buongiorno, se desidera una collaborazione ci scriva alla nostra mail (in: contatti). Se le interessa collaborare con Sfusitalia deve contattare invece loro privatamente. grazie!

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